Il 20 e 21 settembre 2020 in Italia si vota al referendum per il taglio dei parlamentari. Se vince il no nulla cambierà rispetto ad adesso. Se vince il sì i parlamentari passeranno da 945 a 600. In altre parole il numero dei nostri rappresentanti diminuirà di quasi il 40%. So di essere impopolare ma io sono contrario a questo taglio e adesso ti spiego il motivo in tre punti. Sarò breve.

Premessa sul taglio dei parlamentari: parlamentare = ladro nullafacente

Negli ultimi anni il malcontento popolare si è diffuso a tal punto da portare a identificare la figura del parlamentare automaticamente con quella di una persona che ha poca voglia di lavorare e che campa rubando soldi pubblici. Questo avviene a prescindere dalla persona che occupa questa carica. Sei un parlamentare? Bene, questo fa di te un individuo da cui stare alla larga. Questa presa di posizione, putroppo diffusa anche grazie a chi oggi è al potere ormai da anni e non è esente da difetti, è sbagliata e superficiale.

Parlamentare = rappresentante della democrazia

Ho studiato scienze politiche e non voglio vantarmi di questo. Molto semplicemente, ti assicuro che ne so qualcosa sul compito dei parlamentari, avendo dato numerosi esami su questo argomento all’università. Sicuramente so abbastanza per poterti dire che il Parlamento, luogo dove i parlamentari lavorano, è un’istituzione importantissima nella democrazia perché serve proprio per fare le leggi e rappresentare i cittadini della nazione che l’hanno democraticamente eletto. Il parlamentare quindi serve per rappresentare il popolo di una nazione ed è una figura fondamentale per la tenuta democratica di un sistema.

Ecco quindi che ti spiego le mie tre ragioni per votare NO.

1) Meno parlamentari = meno democrazia

Se il ruolo del Parlamento è quello di favorire lo svolgimento della democrazia, è chiaro che un minor numero di parlamentari rende il sistema meno democratico. Dato che il compito dei parlamentari è fare le leggi, se la riforma passa saranno di meno le persone che decideranno per noi tutti. 600 persone decideranno per 60 milioni di abitanti. Ti sembra democrazia?

2) Taglio dei parlamentari: il sistema non cambierà!

Io non dico che non si debba fare una riforma del nostro ordinamento. Al contrario: l’architettura istituzionale dell’Italia è stata progettata dall’Assemblea costituente oltre 70 anni fa e quindi sarebbe anche ora di innovarla un minimo! Tuttavia, la riforma sul taglio dei parlamentari non cambia nulla, riduce solo il numero degli eletti! Questo significa che i problemi che il nostro sistema ha oggi non finiranno se la riforma passa. Non sto parlando della legge elettorale, che quella si può sempre cambiare. Sto parlando delle disfunzioni dell’ordinamento italiano, ad esempio la presenza di due camere che fanno quasi la stessa cosa: tutto ciò rimarrà! L’unica cosa che otterremo sarà, appunto, una diminuzione della democrazia: meno persone decideranno per noi in un sistema che già funziona male!

3) I tuoi voti futuri rischiano di morire

La terza ragione per votare no al referendum è pura matematica. Se ci saranno meno parlamentari, è ovvio che un singolo partito avrà bisogno di più voti per accedere al Parlamento. Tradotto: solo i partiti più grandi ce la faranno. Tradotto: milioni di voti dati ai partiti più piccoli saranno voti sprecati perché quei partiti rimarranno fuori dalle istituzioni. Tradotto: milioni di persone non saranno più rappresentate. Davvero questa ti sembra democrazia?

Taglio dei parlamentari: la mia controproposta

Come ho detto al punto 2, io sono il primo che vorrebbe cambiare il sistema. L’obiettivo però deve essere l’efficienza del sistema stesso, non la ricerca del consenso popolare. Secondo me il problema del Parlamento italiano è la presenza di due camere che fanno quasi la stessa cosa. Entrambe, la Camera dei Deputati e il Senato, votano la fiducia al governo. Questa è un’anomalia per i sistemi parlamentari, un’anomalia che riguarda l’Italia e pochi altri paesi al mondo.

Tipicamente nelle democrazie con due camere una di queste rappresenta i cittadini e dà la fiducia al governo. La seconda camera, chiamata Senato, non dà la fiducia ma serve per rappresentare gli enti locali, come ad esempio province, regioni e comuni.

Vogliamo fare una riforma istituzionale? Svincoliamo il Senato dal meccanismo della fiducia e lasciamolo prerogativa della sola Camera dei Deputati, in modo da dar più stabilità al governo. In questo modo troviamo il giusto compromesso tra democrazia ed efficienza dell’esecutivo. Questa sarebbe a mio parere una riforma più sensata.

Taglio dei parlamentari: pensaci bene!

I parlamentari sono persone. Questo significa che non sono esenti da difetti e non sono perfetti. Come in tutte le categorie lavorative, c’è quello che lavora bene e che lavora male. Puoi trovare sempre il fruttivendolo che ti rifila la mela marcia. Questo significa che bisogna tagliare la metà dei fruttivendoli? Direi proprio di no. Allo stesso modo, il fatto che ci siano parlamentari non degni di tale nome non significa che la democrazia vada tagliata.

Spero che le mie considerazioni ti possano essere state utili. Buon voto!

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