Cosa significa vita normale? Ognuno ha la sua personale risposta a questa domanda. Io credo che sia normale una vita dove si è nelle condizioni di progettare il futuro che si preferisce. Mi rattristo nel vedere che troppo spesso i giovani non hanno questa opportunità nel mondo complesso di oggi…

Venerdì 29 maggio 2020: una data storica per me

Tutti nella vita viviamo delle date indimenticabili. Una di queste per me è stata venerdì 29 maggio 2020. Lo considero un giorno storico: ho firmato l’atto notarile per il mutuo. Adesso è ufficiale: qualche giorno dopo la proposta di matrimonio, io e Chiara abbiamo una casa tutta nostra e questo è stato un grande passo per il futuro che vogliamo vivere insieme a Monte Isola!

Vita normale: esiste ancora?

Nelle righe precedenti ho descritto il mio ottenimento del mutuo e la mia convivenza con Chiara come eventi non solo eccezionali, ma anche fuori dal comune. Sono sicuramente fatti eccezionali, se consideriamo di questo tipo gli avvenimenti che non capitano spesso: convivere con la donna della propria vita e prendere casa non sono cose che succedono tutti i giorni! Tuttavia, il fatto che ne parlo con tanta enfasi in un articolo significa che li considero anche fuori dal comune. Questo è sbagliato: non dovrebbero essere intesi come eventi fuori dal comune, nel senso che dovrebbero essere normali. Da che mondo e mondo le persone adulte si uniscono in unità famigliari e vivono in un immobile.

La triste verità, purtroppo, è che per i giovani avere un lavoro stabile, possedere una casa e progettare una famiglia è diventato a tutti gli effetti un evento fuori dal comune ossia, in altre parole, anormale. La nostra società ha dimenticato la concezione di vita normale.

Vita normale: mi ritengo fortunato

Spesso nella vita mi sono lamentato per banalità. Ho sbagliato. Chiedo pubblicamente scusa a tutti gli amici che ho tediato riversando su di loro miei problemi inesistenti, da un voto spiacevole all’università a un litigio per una banalità estrema a un problema insignificante a lavoro! La verità è che posso considerarmi fortunato: ho una famiglia, un’occupazione stabile e una casa. Voglio quindi dire a tutti quelli che sono nella mia condizione: carissimi, non date nulla per scontato, avete una vita normale! Tutte le volte che avete dubbi esistenziali e vi sentite non realizzati, pensate a tutto ciò che possedete e che tanti nostri coetanei, in questo periodo storico tra covid e crisi economiche, non hanno. Rendetevi conto che non vi manca niente e non fate i viziati.

Il paradosso noto del XXI secolo

Come ho scritto nel paragrafo precedente, avere una casa, una famiglia e un lavoro per un ragazzo che come me si avvicina ai 30 anni dovrebbe essere la normalità. La nostra società ha invece un paradosso: siamo sempre di meno a godere di questa “fortuna” che, se i tempi fossero normali, fortuna non dovrebbe considerarsi. Non sto dicendo nulla di nuovo, il paradosso è ben noto: lavoratori precari, lavori occasionali, disoccupazione giovanile e laureati disoccupati sono concetti chiave che ormai da anni e anni ci sono familiari

Non voglio fare il populista, bensì voglio parlare dei problemi della realtà. Sempre più giovani fanno lavori precari e occasionali, sono disoccupati, non possono emanciparsi dal nucleo famigliare originario, non possono progettare la loro vita di coppia. Sempre più giovani sono costretti a temere il loro futuro. La crisi sanitaria-economica causata dal coronavirus molto probabilmente ha aggravato questo processo già in atto da anni.

Disoccupazione giovanile: facciamo parlare i numeri

A fine 2019 i giovani italiani disoccupati in cerca di occupazione, con un’età compresa tra i 25 e i 34 anni, erano circa 700.000, secondo i dati dell’ISTAT. In sintesi: otre mezzo milione di giovani alla fine dell’anno scorso non erano nella condizione di progettare un futuro. A questa cifra sbalorditiva vanno aggiunti i lavoratori precari e occasionali, il cui numero è difficilmente calcolabile. I dati di quest’anno sono ancora ignoti e l’epidemia in corso sicuramente complicherà le cose.

Giovani = priorità numero uno della politica

Credo che nessun governo, di destra o di sinistra che sia, voglia male ai giovani. Nessun governo è felice di vedere che la disoccupazione giovanile aumenta e che le nuove generazioni sono sempre di più in difficoltà. Non solo: la situazione socio-economica è molto complessa e sfugge quindi spesso al controllo dei governi di turno, che comunque hanno provato a fare qualcosa per migliorare la situazione. Tuttavia, la classe politica non ha fatto abbastanza e dovrebbe mostrare più attenzione al tema dei giovani. I giovani dovrebbero essere la priorità numero UNO della politica: i giovani sono il futuro, sono il mondo di domani, sono il più grande investimento che si possa fare. Una società che non investe sui giovani è una società destinata a invecchiare e quindi a non innovarsi e a morire. Vogliamo questo?

Giovani = unica priorità del mio blog

Come ho detto all’inizio di questo articolo, il 29 maggio 2020 per me è stata una data storica in quanto ho firmato per il mutuo. In particolare, sono stati tre gli elementi importanti. Primo: io e Chiara abbiamo una casa in cui progettare il nostro futuro. Secondo: ho capito definitivamente che sono una persona fortunata e non mi lamenterò mai più per banalità irrilevanti. Terzo: dopo quattro mesi di vita di questo blog, ho capito finalmente di cosa voglio parlare. Voglio parlare dei giovani e di cosa secondo me andrebbe fatto per migliorare la condizione dei giovani, tanto nella mia provincia di Brescia quanto in Italia, in Europa e nel mondo. Il diritto dei giovani a una vita normale deve essere una priorità a livello globale.

Buon inizio settimana e alla prossima 😉

Francesco

Clicca su questo link per accedere a tutti i dati dell’ISTAT sui giovani.