Qual è il valore oggi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani? Il ritorno in Italia di Silvia Romano convertita all’islam ha creato scalpore e ha alzato le barricate, mettendo per un attimo in ombra l’epidemia in atto. Non voglio parlare della sua scelta, in quanto credo che il modo migliore per rispettare una persona che ha vissuto l’inferno sulla terra sia il silenzio. Voglio invece dare una risposta personale alla questione su cui da decenni si interroga ormai il mondo globalizzato: noi occidentali dobbiamo accogliere altre culture?

Coronavirus? No grazie, cambiamo argomento.

Qualche sera fa ho acceso la televisione per guardare il telegiornale. Ho visto scene di gente affollata nei bar e nelle strade senza mascherina. Mi sono arrabbiato tantissimo. Il governo e le regioni hanno detto chiaramente che l’epidemia non è finita e che sono vietati per legge gli assembramenti. Perché dunque tanta gente se ne frega e vuole rendere vani gli sforzi e le rinunce fatti negli ultimi due mesi? Altra domanda: perché quelli che rispettano le regole devono potenzialmente pagare ulteriori future restrizioni per colpa di chi non le rispetta? Chiediamoci anche consapevolmente: perché diamo sempre la colpa ai politici se non siamo noi cittadini a dare l’esempio?

Non è la prima volta che l’atteggiamento delle persone in questo periodo mi crea delle perplessità, come puoi leggere nella conversazione whatsapp che ho avuto a inizio marzo con un amico. Preferisco quindi cambiare argomento. Davvero noi occidentali non siamo capaci di cambiare stile di vita nemmeno di fronte a un’emergenza?

Noi e il resto del mondo

Stasera voglio proprio parlarti di noi occidentali e in particolare voglio rispondere alla domanda: noi occidentali abbiamo il dovere di accogliere altre culture? Questo dibattito ormai dura da decenni e periodicamente riesplode. Dopo il crollo del muro di Berlino il mondo è diventato globalizzato e c’è stato quindi un incontro tra culture. Questo incontro deve per forza essere acritico? Al contrario, deve per forza essere uno scontro? Esiste una via di mezzo e qual è il ruolo di noi occidentali?

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: qual è la nostra idea di società?

Dobbiamo innanzitutto farci un’altra domanda: che società vogliamo? Io credo che nel 2020, dopo millenni di storia, dopo numerose rivoluzioni, dopo conquiste scientifiche e filosofiche, dopo due devastanti guerre mondiali, non possiamo che volere una società dove vengano rispettati i diritti di tutti. Penso quindi che il mondo ideale sia quello in cui venga riconosciuta in pieno la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, documento approvato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1948. Hai capito di che anni stiamo parlando? Solo tre anni prima era finita una grande carneficina chiamata Seconda Guerra Mondiale, causata in ultima istanza da un regime,vale a dire quello della Germania nazista, dove alla base del diritto vi era la discriminazione tra le persone. In questo contesto storico, l’ONU ha stilato un documento proprio per dire, in sintesi, che i diritti di tutti vanno rispettati.

La mia società ideale è dunque una società dove la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani sta alla base della legge.

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani a casa nostra

Prima di criticare le culture esterne, sarebbe bene che guardassimo al nostro interno. Chiediamoci: siamo sicuri che a casa nostra la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani venga rispettata sempre? Nel mondo occidentale, inteso a grandi linee come Europa, Stati Uniti, Canada, Sud Africa, Australia e Nuova Zelanda, esistono ancora molte discriminazioni di fatto, nonostante queste siano ormai da decenni, se non da secoli, anticostituzionali. Inoltre, nella storia noi occidentali ne abbiamo combinate di cotte e di crude, dal colonialismo alle guerre mondiali appunto. Se da un lato è sbagliato che siamo noi giovani europei ed americani ad essere additati come responsabili dei mali del mondo compiuti dai nostri antenati due secoli fa o più, dall’altro lato sarebbe bello che alcuni governi dell’occidente chiedessero pubblicamente scusa al mondo per alcune atrocità commesse in passato nei confronti dell’umanità.

L’importanza del riconoscimento formale

Voglio spezzare in ogni caso una lancia a favore dei paesi occidentali: in Occidente la legge prevede almeno formalmente l’uguaglianza tra tutti i cittadini. Certo, la forma non basta a fare la sostanza e anche a casa nostra ci sono molti problemi. Tuttavia, credo che il riconoscimento formale dei diritti delle persone sia già un notevole passo avanti, considerando che esistono molti paesi oggi, nel 2020, dove l’uguaglianza tra i cittadini non è nemmeno prevista dalla legge.

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e le culture esterne

Una volta presa coscienza dei nostri problemi interni, arriva il momento di rivolgerci all’esterno e di rispondere alla domanda iniziale: noi occidentali dobbiamo accogliere altre culture? A questo punto del discorso la risposta è molto semplice: dobbiamo accogliere le culture, intese come insieme di tradizioni, costumi, ideologie e religioni, per le quali il rispetto dei diritti dell’uomo è pienamente accettato e dato per scontato.

Facciamo degli esempi concreti

Chiediamoci ad esempio: per quella cultura la donna è uguale all’uomo e gode degli stessi diritti? Allora sì, quella cultura è ammissibile. Al contrario, se per quella cultura la donna è considerata inferiore all’uomo, quella cultura non può essere ammessa, perché aumenta e non diminuisce la discriminazione tra i cittadini. In sostanza, la domanda sintetica e onnicomprensiva è appunto basata sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: quella cultura x riconosce il valore della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani? Se la risposta è sì, allora è benvenuta. Se la risposta è no, allora dobbiamo attendere che quella cultura riconosca esplicitamente il rispetto dei diritti di tutti.

Una possibile riforma costituzionale

Per dare attuazione alle mie proposte di cui sopra, aggiungerei questi articoli alla Costituzione Italiana:

  • la Repubblica Italiana riconosce valore di legge alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;
  • E’ vietata la costituzione, nonché la diffusione, di ideologie che prevedono, esplicitamente o di fatto, la violazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Il problema è molto complesso….

Mi rendo conto io per primo che un articolo su un blog non può risolvere il problema. Si pongono infatti altri interrogativi non semplici: che colpa hanno le persone se provengono da culture in cui i diritti non sono rispettati? In che misura la persona coincide con la cultura da cui proviene? Questo è sicuramente un tema molto importante a cui l’umanità globalizzata del XXI secolo dovrà dare una risposta. Con questo breve articolo spero in ogni caso di aver contribuito al dibattito. Cosa ne pensi?

Buona giornata e alla prossima!

Leggi il testo integrale della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani