L’epidemia di coronavirus in Cina ha senza dubbio scombussolato i piani del dragone e ha reso meno certa ogni previsione sul futuro del gigante asiatico. Da decenni infatti sentiamo dire che la Cina è destinata a divenire la prima potenza economica mondiale e che il XXI secolo sarà cinese. Cosa succederà al regime cinese dopo il coronavirus?

Coronavirus in Cina: la prova che nessun evento è certo

La storia ci dà due grandi insegnamenti. Il primo è che non si possono mai fare delle previsioni con certezza. Spesso pronostichiamo gli eventi come se il loro scorrere avesse una direzione precisa, seguita per qualche ignoto motivo. La realtà è diversa. Se è vero, come dicevano i greci, che la storia è ciclica nel senso che determinati eventi si ripropongono nel corso dei secoli, è altrettanto vero che essa non ha una logica predeterminata. Pertanto, quando si danno per certe grandi previsioni sul futuro in realtà bisognerebbe avere l’umiltà di capire che la storia non è una scienza esatta ma è essa stessa in balia di eventi che possono manifestarsi in modo totalmente casuale, come è stato ad esempio il caso del coronavirus.

Coronavirus in Cina: la smentita di ogni previsione

Per decenni è esistita una previsione secondo la quale la Cina sarebbe cresciuta in modo incontrastato e avrebbe superato i paesi occidentali, in particolare gli Stati Uniti, per potenza economica. Questo pronostico si basa certamente sul fatto tangibile che la Cina è passata da un PIL di circa 312 miliardi di dollari nel 1988 a un Pil di 13.600 miliardi nel 2018, secondo i dati della Wolrd Bank. Si tratta di una crescita del 4250% in 30 anni! Tuttavia, all’improvviso è arrivato il coronavirus che sembra aver interrotto questa fase di crescita e sembra aver messo in discussione il primato della Cina nel mondo.

Il coronavirus in Cina non è senza precedenti

Non è la prima volta che nella Cina del XXI secolo scoppia un’epidemia: nel 2003 ad esempio è stata la volta della SARS, altro esempio di coronavirus. Questo significa che, per quanto ne sappiamo, la stessa cosa potrebbe riaccadere tra qualche anno. Il motivo è molto chiaro: in Cina ci sono quasi un miliardo e mezzo di persone e negli allevamenti e nei mercati gli animali vengono trattati senza rispetto di validi standard igienici. Di conseguenza, si creano facilmente condizioni per lo sviluppo delle malattie. In Cina questo è già successo ed è quindi ancora potenzialmente possibile. Non mi sento quindi più così sicuro sulla presunta crescita infinita e priva di ostacoli della Cina.

La Cina di oggi e l’Unione Sovietica di ieri di fronte alla crisi

Il secondo insegnamento della storia ci suggerisce cosa succede nei regimi autoritari e totalitari quando avviene un evento di grande portata, in generale una crisi. Mi riferisco a un precedente storico della fine del Novecento, ossia al crollo dell’Unione Sovietica. Sembrava che l’URSS dovesse essere in eterno il rivale degli Stati Uniti. I sovietici sognavano addirittura l’avvenire di un giorno in cui il socialismo avrebbe vinto su tutto il globo. In realtà così non è stato in quanto ci sono stati determinati eventi tra la fine degli anni ’80 e la fine degli anni ’90 dello scorso secolo che hanno improvvisamente polverizzato l’Unione Sovietica sminuzzandola in tanti diversi Stati. Questi eventi sono stati le riforme di Gorbachev e tensioni interne dovute anche in parte all’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl nel 1986. Tale evento catastrofico mise in luce le carenze e le debolezze dell’Unione Sovietica, ormai destabilizzata da un ordinamento burocratico fine a sè stesso. L’umanità ha quindi già visto cosa succede in uno Stato autoritario/totalitario quando ci sono delle tensioni interne.

Coronavirus in Cina: la fine del regime cinese è vicina?

Io credo che la Cina di oggi ha tanti problemi dell’Unione Sovietica di ieri. Il coronavirus ha messo in luce le debolezze del regime. Non voglio esser tra quelli che condanna la Cina per aver nascosto il virus al mondo: purtroppo anche nei paesi occidentali, ossia in Europa e negli Stati Uniti, si è sempre cercato inizialmente di minimizzare l’impatto del coronavirus se non di negarne l’esistenza. Soltanto in una fase successiva i governi si sono decisi ad accettare e a fronteggiare concretamente l’emergenza. Secondo me l’Italia in questo è stata più efficiente e responsabile di tanti altri paesi. Detto questo, il covid ha messo sicuramente in luce le debolezze dello stato cinese e ha mostrato che esso non è assolutamente invincibile.

Fine della Cina: la chiave di volta del XXI secolo

Basandoci su quanto successo in Unione Sovietica alla fine degli anni ’80, possiamo quindi ipotizzare che anche in Cina le tensioni interne aumenteranno. Consideriamo inoltre un’altra similitudine tra Cina e Unione Sovietica, ossia la presenza all’interno di un’unica entità statale di diverse popolazioni. In URRS c’erano 22 Stati, in Cina ci sono diverse popolazioni: i musulmani uiguri dello Xinjiang, i secessionisti del Tibet, i cittadini di Hong Kong ancora troppo legati alla Cina che chiedono maggiore libertà. Le rivendicazioni di questi popoli potrebbero aumentare in questo momento di debolezza del paese destabilizzando ulteriormente la Cina.

Lo ammetto: sono poco ottimista. Credo che la Cina non durerà a lungo e penso che uno degli eventi cardine del XXI secolo sarà la caduta del regime comunista cinese e lo smembramento della Cina in diversi Stati. E’ solo questione di anni, non sappiamo quanti ma ritengo che così avverrà. Sono convinto che il dragone, che si dice in modo contraddittorio e paradossale “socialista di mercato”, abbia le ore contate.

Coronavirus in Cina: effetti a lungo termine per l’Occidente

Il problema si pone per il fatto che viviamo in un mondo interconnesso. Abbiamo già visto cosa succede in Occidente dal punto di vista sanitario ed economico se ci sono dei problemi in Cina. Se la Cina dovesse smembrarsi la catena produttiva dell’Occidente e del mondo intero subirà una rivoluzione non da poco. Credo in definitiva che il coronavirus abbia veramente creato un passaggio epocale. Nei prossimi anni vedremo un profondo cambiamento delle relazioni internazionali, in un modo che attualmente non possiamo prevedere con certezza. Quel che è sicuro è che nel 2020 ormai gli equilibri del ‘900 sono definitivamente tramontati.

Clicca questo link per vedere la crescita del PIL cinese dal 1960 al 2018.