La laurea ai tempi del coronavirus è rivoluzionaria: gli studenti espongono la tesi dietro lo schermo di un computer di fronte alla commissione riunita in videochiamata. Mia sorella Elena Sofia si è appena laureata in finanza alla magistrale in questo modo. Dedico a lei questa lettera scritta col cuore.

Cara Sofy,
Ormai è passato quasi un mese dall’ultima volta in cui ci siamo visti. Ricordo addirittura il giorno esatto: il 4 marzo 2020 abbiamo scambiato tra noi l’ultimo saluto, pochi giorni prima dello scoppio di questa nuova stramba “guerra” che ci ha separati. Adesso non posso tornare a trovarti, non è consentito. Sembra assurdo non poter fare pochi chilometri in macchina. Ebbene, è la realtà. Succede oggi, nel 2020. Incredibile vero?

Coronavirus: siamo tutti protagonisti

Abbiamo tutti un ruolo in questa battaglia, siamo tutti in qualche modo soldati. Siamo tutti chiamati, attraverso la nostra condotta responsabile, a contribuire alla vittoria contro il nemico invisibile che improvvisamente ha spezzato le nostre abitudini. Non ci è chiesto di combattere armati contro altri esseri umani come nei conflitti dei secoli passati. La guerra moderna del XXI secolo ci impone di stare in casa, ci dona un comodo divano chiedendoci in cambio la lontananza dai nostri cari, ci regala una terrazza da cui ammirare il tramonto costringendoci a fissare la desolazione di strade silenziose e città vuote.

Una lettera per te

In questa moderna “trincea”, sicura ma surreale allo stesso tempo, non mi resta che scriverti una lettera, con lo stesso spirito di quelle lettere che si scrivevano ai propri cari nei secoli di storia passati. Sì, perché la storia si è svegliata e ci ha fatti uscire dal museo di indifferenza ed eterna spensieratezza nel quale all’uomo del Duemila è piaciuto nascondersi fino all’altro ieri.

La tua laurea ai tempi del coronavirus

Questa “guerra” la stai combattendo anche tu e hai già conquistato un’importante vittoria. Ti sei appena laureata alla magistrale: super complimenti! Sono sicuro che nel lontano 2014, quando hai cominciato l’università, non avresti mai pensato di laurearti in questo modo. Ti immaginavi probabilmente una commissione di laurea in carne ed ossa, tutta la tua famiglia, i tuoi amici e le tue amiche ad ascoltarti, una proclamazione, un lungo applauso, una corona di alloro e una bottiglia di spumante. Le cose sono invece andate diversamente.

Laurea ai tempi del coronavirus: faccio colazione e mi laureo!

Nell’epoca del coronavirus anche le lauree vengono stravolte: si svolgono a casa, come quasi tutto il resto. Migliaia di studenti stanno vivendo questa esperienza. Ti sei laureata nella tua cameretta, di fronte a un computer, con la commissione di laurea riunita in videoconferenza. “Che bello mi sveglio bevo un caffè mi chiudo in camera e mi laureo” mi hai ironicamente scritto.

Grande Sofy!

Hai esposto la tua tesi, hai risposto alle domande, hai atteso la proclamazione. Ti giuro che avrei voluto esserci. Grazie per avermi reso partecipe mandandomi un video Whatsapp che riportava gli ultimi istanti prima dell’esito finale. Ho sentito la tua tensione, la tua speranza, il tuo coraggio. Mi hai fatto tornare con le emozioni a quel 22 ottobre 2017 in cui mi laureai io nella sala lauree di scienze politiche della Sapienza. Infine, il verdetto è arrivato: “La proclamo dottoressa magistrale in finanza con una votazione di 110 su 110. La commissione ha deciso all’unanimità di conferirle la lode”.

Quando ho guardato quel video mi sono commosso nel vedere le tue risate di gioia dopo la proclamazione. Ho esultato anch’io, ho gridato involontariamente “grande Sofy!”, come se tu potessi sentirmi nonostante la distanza.

Laurea ai tempi del coronavirus: il merito è doppio

Vuoi sapere perché mi sono commosso? Il motivo è che la tua non è stata una semplice laurea. La tua è stata una laurea ai tempi del coronavirus, dove alle difficoltà tipiche del laurearsi si aggiunge l’incertezza di cosa accadrà nei prossimi mesi. Ebbene, tu non solo hai finito l’università, tu nella tua cameretta hai inflitto una grande sconfitta al covid, che nonostante la sua incontenibile arroganza non è stato capace di strapparti dalle mani la tua voglia di futuro. Hai vinto tu e devi essere orgogliosa di questo.

Laurea ai tempi del coronavirus: cosa succede adesso?

So che probabilmente adesso ti stai chiedendo cosa fare della tua vita. Questo è un interrogativo che prima o poi spetta a tutti: la stessa domanda mi ero fatto io il giorno successivo alla mia laurea. La stessa domanda se la stanno facendo tutti i tuoi colleghi universitari a cui è toccata la laurea ai tempi del coronavirus.

Il tuo ruolo nella ricostruzione

A te e a tutti i neolaureati dico: non arrendetevi, finirà questo folle periodo! Ci eravamo accomodati sugli allori e avevamo ceduto a un miope torpore. All’improvviso, una scossa è arrivata a limitare la nostra libertà e ci ha fatto capire il valore di ciò che spesso, fino all’altro ieri, abbiamo dato per scontato. Ebbene, tutto ciò volgerà al termine. L’ora di ricostruire arriverà e in quel momento le tue competenze, la tua voglia di futuro, l’intraprendenza della tua nuova generazione di laureati, Sofy, saranno dei tasselli imprescindibili per la nostra rinascita economica e sociale. L’umanità vincerà contro il virus anche grazie a te! Vivi con questa consapevolezza e sono certo che tante cose ti saranno chiare: troverai la tua strada e la tua serenità in questo mondo in cui tra qualche tempo tutto tornerà alla normalità. Non dubitarne mai.

Grazie di tutto Sofy!

Ti saluto dicendoti che mi manchi e che spero di tornare presto a trovarti. Mi mancano le nostre battute stupide, Bob Dylan, gli Aerosmith e Dr. Dre che ascoltiamo ad alto volume, i nostri buffi nomignoli reciproci sopravvissuti ai decenni. Scusa se a volte, da fratello maggiore, ho fatto il maestrino pretendendo di doverti insegnare qualcosa. Non avevo niente da insegnarti. Il grande risultato della tua laurea era già scritto nella tua maturità, nella tua personalità e nel tuo senso di responsabilità. La storia doveva semplicemente dimostrarlo. Credimi, sei stata tu a insegnarmi tanto.

A presto

Tuo fratello Francesco

Post Scriptum

Hai visto la foto che ho allegato? Siamo io e te in vacanza qualche annetto fa! Non ricordo né il posto né l’anno…era il 1998? O il 1999? Credo che fossimo a Lignano Sabbiadoro…o forse a Riccione? Poco importa, quel che conta è che si vede chiaramente che quei due furbi in primo piano spaccano alla grande! 😎

Leggi la lettera che la mia compagna Chiara ha dedicato a sua nonna: lettera a mia nonna mentre cucino i suoi passatelli