Circa una settimana fa ho scritto un articolo sul coronavirus nell’Unione Europea in cui sostenevo che l’Europa non ha fatto abbastanza contro il virus. Nei giorni successivi ci sono stati nuovi sviluppi. Pertanto, ho scritto un nuovo articolo per aggiornare la mia opinione. Sei pronto?

Coronavirus nell’Unione Europea: riassunto della puntata precedente

Nel mio precedente articolo sul coronavirus in Europa ho criticato, in sintesi:
1) l’immobilismo delle istituzioni dell’Unione Europea e in particolare la timidezza della Banca Centrale Europea;
2) i governi nazionali, che di fronte alla diffusione del virus hanno reagito con azioni tra loro scoordinate arrivando in alcuni casi a negare l’idea stessa di unità e solidarietà europea, attraverso il blocco dell’export delle mascherine verso l’Italia e la chiusura delle frontiere.

Aggiornamenti dalle istituzioni europee

Ritengo che nella vita sia sempre necessario avere l’umiltà di ammettere quando si sbaglia. Soltanto una settimana fa accusavo le istituzioni europee di non aver fatto abbastanza per fronteggiare il coronavirus. Oggi le cose sono cambiate completamente: negli ultimi giorni, infatti, la Banca Centrale europea e la Commissione europea hanno adottato misure senza precedenti per supportare le economie dei paesi europei danneggiate dal diffondersi e dal perdurare del Covid19. Da cittadino europeo, questo è esattamente ciò che mi aspetto e proprio per questo motivo ritiro la mia critica.

Vediamo in sintesi cosa è stato fatto nell’ultima settimana.

BCE: un piano da 750 miliardi di euro

Dopo la gaffe iniziale, la presidente della Banca Centrale Europea ha affermato: “Non ci sono limiti al nostro impegno per l’euro”. Tradotto: faremo qualunque cosa per salvaguardare la stabilità finanziaria ed economica dei paesi che hanno l’euro come moneta. Queste parole ricordano davvero molto il whatever it takes che nel luglio del 2012 pronunciò Mario Draghi. Anche l’azione concreta di Lagarde ricalca quella di Draghi: come il vecchio presidente, anche la nuova presidente ha deciso di dare respiro all’economia tramite il Quantitative Easing (QE). Questo non è una parolaccia, bensì è uno strumento di politica monetaria basato sull’acquisto di titoli del settore pubblico e privato da parte della Banca Centrale Europea. Ebbene, Christine Lagarde ha lanciato un QE di 750 miliardi di euro!! Detto in parole semplici, si tratta di 750 miliardi di euro iniettati nell’economia! Mica male come mancetta insomma!

Commissione Europea: una risposta coordinata a livello europeo

La Commissione Europea, a sua volta, ha adottato una serie di misure per garantire un buon funzionamento dei sistemi sanitari, salvaguardare i redditi e i posti di lavoro e supportare le imprese e il funzionamento del sistema finanziario. Le due decisioni principali riguardano la flessibilità degli aiuti di Stato e la sospensione del patto di stabilità.

Flessibilità degli aiuti di Stato

Questa misura permette agli Stati, quindi anche all’Italia, di dare a un’impresa fino a 800.000 euro tramite sovvenzioni dirette e agevolazioni fiscali. Inoltre, gli Stati potranno fare prestiti alle imprese con dei tassi favorevoli. L’obiettivo principale di tale decisione consiste nel fornire alle imprese la liquidità necessaria per continuare a operare sul mercato.

Sospensione del patto di stabilità

Gli Stati avranno la possibilità di spendere quanto necessario per far fronte all’emergenza del coronavirus. Queste spese non saranno prese in considerazione per il calcolo del deficit.

Altre misure contro il coronavirus nell’Unione Europea

Per far fronte al coronavirus nell’Unione Europea la Commissione intende adottare altre misure, tra cui lo stanziamento di un miliardo di euro per la Banca Europea degli Investimenti a favore delle piccole e medie imprese, la protezione dei lavoratori dalla disoccupazione e la ricerca di una soluzione coordinata a livello europeo per assicurare la disponibilità di materiale medico in tutta l’Unione Europea. Quest’ultima misura è simile all’idea del sistema europeo di prevenzione che proponevo nell’ultimo articolo.

 Qui puoi approfondire la risposta della Commissione Europea al Coronavirus.

Coronavirus nell’Unione Europea: l’altro lato della medaglia

Le misure adottate dalle istituzioni europee sono solo un lato della medaglia, ossia il lato luminoso e positivo. C’è anche un lato buio e negativo, dato dagli egoismi nazionali che si sono manifestati esplicitamente in questa crisi. Hai capito a cosa mi riferisco? Parlo dell’iniziale blocco dell’export di mascherine nei confronti dell’Italia e della chiusura delle frontiere da parte di alcuni Stati. Questo è il contenuto della mia seconda critica, che non ritiro. Penso infatti che questi atteggiamenti danneggiano l’Europa e la indeboliscono. Nel 2020, credo sia ormai definitivamente giunta l’ora in cui gli stati europei debbano cooperare tra loro. Soltanto in questo modo essi possono uscire rafforzati dalle crisi.

Unione Europea: il sovranismo è strutturale!

Il problema degli egoismi nazionali purtroppo non riguarda solo il coronavirus, bensì è un problema strutturale dell’attuale assetto istituzionale dell’Unione Europea. Ora seguimi bene perché è un passaggio sottile e non facilissimo.

I sovranisti dicono sempre che l’Europa non funziona perché gli Stati nazionali non hanno più poteri. Ebbene, questa è una grande bugia. Perché, ti starai chiedendo?? La risposta è presto detta e la puoi trovare nell’esistenza di un organo dell’Unione Europea chiamato Consiglio Europeo. Questo organo è formato dagli Stati e decide su tantissime materie, spesso con la regola cosiddetta dell’unanimità: significa che basta il no di uno Stato per bloccare una decisione valida per tutti i paesi europei! Questo cosa implica? Implica che l’Unione Europea di oggi non può funzionare, perché è bloccata. E perché è bloccata? Perché sono gli stati, in base ai loro egoismi, che comandano e con il loro “no” possono stoppare tutto.

I sovranisti quindi sostengono un paradosso immenso. L’idea sovranista di dare più poteri agli Stati significa semplicemente rafforzare l’attuale sistema e quindi rendere ancora peggiore il funzionamento dell’Europa: gli Stati forti continueranno a imporsi e quelli più deboli rimarranno l’ultima ruota del carro.

Il problema, in sintesi, è che l’attuale Unione Europea è già sovranista, perché è formata da Stati desiderosi di proteggere i loro interessi!

Una soluzione: più poteri al Parlamento Europeo

Come è possibile superare questo sistema già sovranista? Una prima idea è quella di aumentare i poteri del Parlamento europeo. Questo infatti non rappresenta gli Stati, bensì rappresenta tutti i cittadini europei ed è l’unico organo dell’UE ad essere direttamente eletto dal popolo. Un maggior ruolo del Parlamento Europeo è quindi sinonimo di maggior democrazia.

Risorgimento Europeo

Tuttavia non basta un cambiamento istituzionale. Oggi, nel 2020, una spinta dal basso è più che mai necessaria. Fatta l’Europa, bisogna fare gli europei. Il popolo europeo deve prendere coscienza della propria esistenza, dal Portogallo alla Russia, da Malta all’Islanda. Deve rendersi conto di appartenere ad un’unica storia, pur nell’eterogeneità delle culture europee. Deve capire che in tutti gli angoli del continente vive lo stesso spirito europeo. Solo allora l’Europa potrà esistere veramente ed essere forte nel mondo.

Il Risorgimento Europeo è più che mai necessario.

Alla prossima!

Francesco Saldi