Il coronavirus a Brescia si fa sentire. La provincia di Brescia è la seconda in Italia per contagio. Resistiamo bresciani, insieme ce la faremo!

Coronavirus a Brescia: resistiamo!

Forza Brescia, resisti. Resisti come hai sempre saputo fare nella storia. Resisti come in quelle lontane dieci giornate del 1848, quando, durante il Risorgimento italiano, per dieci lunghi giorni hai opposto resistenza agli oppressori austriaci. Riporta in vita quel coraggio, quella dedizione e quella resistenza che ti valsero il nome di Leonessa d’Italia. 

Resisti, Brescia. Oggi, a differenza di allora, non ci sono invasori nelle strade, non riecheggiano colpi di cannone nei vicoli, non si sentono ordini di militari al vento. Oggi un invasore microscopico partito da lontano è giunto fino a noi e ha eletto le nostre strade a capitale del regno del silenzio. Tu, Brescia, non arrenderti, non cedere alla paura. Dimostra, con quel silenzio, di saper fare rumore come non hai mai fatto nella tua storia millenaria. Dimostra di essere ancora la valorosa Brixia dei tempi dell’impero romano.

Resistiamo, bresciani, resistiamo. Lo so, è una situazione senza precedenti nella storia. Oggi non si tratta più di costruire barricate lungo le vie. Non si tratta nemmeno di scendere in strada rivendicando la nostra libertà incitati da grida assordanti di rivolta. Oggi dobbiamo abbandonare la strada e adagiarci in casa, in silenzio, dove possiamo sottrarci alle trappole del conquistatore invisibile, dove possiamo attendere degnamente la sua resa che giungerà inevitabile. 

Forza bresciani, ognuno di noi può fare la differenza!

Oggi, più che mai, dobbiamo fare un sacrificio cambiando alcuni aspetti del nostro stile di vita. Dobbiamo farlo e possiamo farlo tutti noi bresciani da nord a sud, dalle campagne pianeggianti solcate dal fiume Mella alle vette ghiacciate dell’Adamello, dalle spiagge seducenti del lago di Garda al castello di Brescia che sovrasta la città nel tramonto dorato, dalle foreste di abeti sui monti della Valle Camonica alle foreste di vetri sui grattacieli che puntano il cielo di BresciaDue.

La storia dell’umanità è lunatica e imprevedibile. Procede inalterata per decenni e poi subisce delle accelerazioni improvvise e inaspettate che cambiano tutto in pochi giorni. Il coronavirus in Italia ci dimostra questo. Per decenni, fino all’altro ieri, noi bresciani siamo usciti da lavoro o dall’università e ci siamo diretti in un bar super affollato per berci il nostro “pirlo” ridendo e scherzando in compagnia. Fino a ieri ci siamo rilassati con gli amici al cinema, in discoteca, a un concerto. Fino all’estate scorsa abbiamo ascoltato e ballato il liscio alle feste di paese, tra una porzione di patatine, un piatto di casoncelli di zucca e un pane e salamina. Fino a domenica scorsa abbiamo affollato il lungolago a Desenzano e a Salò, abbiamo invaso i centri commerciali, abbiamo disceso in massa le piste con gli sci o lo snowboard. Improvvisamente, tutti siamo chiamati a compiere delle rinunce.

Dobbiamo farlo, Brescia. Dobbiamo farlo tanto per noi stessi quanto per gli altri. Dobbiamo farlo tanto per il nostro presente quanto per il nostro futuro. Dobbiamo farlo per quei bresciani che dal coronavirus a Brescia sono stati contagiati e si trovano confinati in casa o in un letto di ospedale, per quelli che sono riusciti a guarire e anche per quelli che, purtroppo, si sono ammalati e non ce l’hanno fatta.

Coronavirus a Brescia: lo sconfiggeremo!

Sai cosa ti dico, Brescia? Sapete cosa vi dico, bresciani? Vi dico che ce la faremo. Sconfiggeremo il coronavirus a Brescia. Ce la faremo grazie al contributo, alla forza e all’energia di ciascuno di noi.

Ce la faremo grazie ai centinaia e centinaia di medici, infermieri, operatori e volontari che in queste settimane decisive stanno dando l’anima per assistere i malati.

Ce la faremo grazie alla nostra unità e solidarietà, che in pochi giorni ci ha portati a donare milioni di euro per l’iniziativa #aiuTIAMObrescia, promossa dalla Fondazione della Comunità Bresciana e dal Giornale di Brescia per raccogliere fondi con cui acquistare respiratori.

Ce la faremo grazie alla nostra grezza ironia tipicamente bresciana che ci porta a tradurre su Instagram l’hashtag #stateacasa nel nostro dialetto attraverso il ben più goliardico hashtag #stomabaita, che suona più leggero, più domestico, più confortante, più bresciano, più nostro.

Ce la faremo grazie alla nostra voglia di ripartire, di tornare a quello stile di vita che fino a poche settimane davamo per scontato.

Ce la faremo grazie alla responsabilità dei nostri cittadini che scelgono di rimanere a casa e di tante nostre imprese, che fin da subito hanno deciso volontariamente di rimanere chiuse per affrontare l’emergenza sanitaria al motto di #chiusoperbrescia, nonostante i danni economici che questo provocherà loro.

Ce la faremo grazie allo spirito di resistenza dei nostri antenati risorgimentali che ancora ci ribolle nel sangue.  Ce la faremo, costi quel che costi.

Crediamoci insieme!

Io ci credo, Brescia. Sono certo che fra non molto piazza del duomo tornerà affollata. Folle di giovani riempiranno di nuovo le vie e le strade del quartiere di San Faustino. Numerosi ciclisti percorreranno di nuovo tutta la provincia da nord a sud, da est ad ovest. Di nuovo si faticherà a trovare il posto auto da Elnos e al Leone. I bar e i ristoranti torneranno aperti anche la sera. Le scuole riapriranno e tra i banchi nasceranno nuovi amori adolescenziali. Nuovi pranzi matrimoniali si svolgeranno nei ristoranti della Franciacorta. Eserciti di “pirli” torneranno sui tavoli. Tutto tornerà come prima. La Leonessa d’Italia tornerà a splendere. La realtà è che non ha mai smesso. Forza Brescia!

Francesco