Immerso nei tramonti infuocati del Friuli-Venezia Giulia sorge da secoli il magnifico Castello di Spessa. Qui, a soli 5 km dalla Slovenia, io e Chiara abbiamo trascorso il nostro San Valentino. Questo è stato un soggiorno davvero emozionante, quindi tieniti forte!

La mia auto nera sfrecciava tra i campi e i vigneti celati dal buio della notte. La strada si faceva ora più stretta ora più larga inerpicandosi lungo i colli addormentati sotto le stelle. All’improvviso la luce dei fari illuminò sul lato destro della carreggiata un cartello seminascosto dai rami degli alberi. Su uno sfondo blu si stagliava un cerchio formato da dodici stelle gialle dai riflessi dorati: la bandiera dell’Unione Europea. Dentro il cerchio si leggeva chiaramente la scritta ITALIJA, ossia Italia in lingua slovena. Qualche metro più avanti, sulla sinistra, una sbarra consumata dal tempo si alzava verticalmente da terra poggiando su una base in pietra tricolore.

confine slovenia italia

Eravamo alla frontiera tra la Slovenia e l’Italia, e stavamo tornando in quest’ultima. Ci trovavamo a un valico secondario, quello tra Castelletto di Zeglo in Slovenia e Zegla in Italia. Ai tempi della Guerra Fredda era stato un valico agricolo e rimaneva aperto durante il giorno per permettere agli agricoltori dotati di apposito lasciapassare di passare da un Paese all’altro per mere esigenze di lavoro. Nella notte, invece, la divisione tornava a regnare sovrana. Di notte l’Italia tornava ad ovest e la Slovenia tornava ad est.

Quel cartello seminascosto e quella sbarra sono tutto ciò che nel 2020 è rimasto del confine che un tempo divideva il mondo in due dal mar Baltico al mar Mediterraneo lungo la cortina di ferro. Tuttavia sai qual è la cosa più incredibile? Senza quei segnali non ci saremmo minimamente accorti della presenza di un confine. Del resto, che confine dovrebbe esistere laddove ci sono gli stessi colli, gli stessi alberi, gli stessi vigneti? In fondo anche il vino è (quasi) uguale, cambia solo il nome.

Qualche minuto prima poi non ci eravamo accorti di alcun confine e dall’Italia eravamo improvvisamente entrati in Slovenia… tutto senza nemmeno rendercene conto. Sfrecciando nella notte non avevamo notato alcun segnale divisorio ed eravamo quindi arrivati nel piccolo paese di Medana credendo di essere ancora in Italia. “Medana è un paese della Slovenia” ci corresse Wikipedia nella nostra incredulità. Pensaci… non è forse giusto così? Dovrebbe davvero esistere un confine laddove le persone respirano la stessa aria, sono baciate dallo stesso sole, sognano sotto le stesse stelle?

Per decenni tuttavia non è stato così: da una parte c’erano gli italiani e dall’altra gli slavi. Per decenni i cittadini europei sono stati divisi tra loro sulla scia degli eventi della Seconda Guerra Mondiale. Grazie alla nascita dell’Europa tutto questo non senso oggi è finito Grazie al’Europa l’odio è caduto e siamo liberi di stare insieme. Grazie all’Europa posso passare da Italia a Slovenia come se stessi passando dalla provincia di Brescia a quella di Mantova. Grazie Europa.

Così terminava la nostra prima giornata al Castello di Spessa, luogo dove abbiamo trascorso il nostro San Valentino ospitati dalla famiglia Pali. Situato su una collina in un territorio appartenente fino al 1918 all’impero Austro-Ungarico, il castello di trova oggi nella provincia italiana di Gorizia a Capriva del Friuli. Esiste da moltissimi secoli e sorge in un luogo dove addirittura era già presente un accampamento romano. Diversi mesi soggiornò qui nel 1773 anche il diplomatico Giacomo Casanova, universalmente noto per le sue avventure amorose.

castello di spessa

Facciamo un piccolo passo indietro. Siamo giunti a destinazione nel tardo pomeriggio di venerdì 14 febbraio 2020 sulle ali di un tramonto infuocato. Dopo aver partecipato a una interessante degustazione vini dell’omonima tenuta abbiamo fatto una cena squisita di San Valentino nel ristorante La tavernetta del castello. Mi ha colpito in particolare l’asado di manzetta prussiana glassato all’aglio nero su insalata di cappucci. Me la cavo in cucina, in particolare con la carbonara, tuttavia non sono uno chef né un esperto di sapori e pertanto non spetta a me esprimere giudizi corretti sul cibo (per quelli lascio fare a Chiara). Tuttavia, il sapore di quel manzo mi ha ricordato troppo un piatto di carne che mangiai nel dicembre 2017 durante un viaggio a Praga in Repubblica Ceca. La cosa non mi sembra strana: sia Praga sia il Castello di Spessa hanno fatto parte dell’Austria per secoli e credo sia quindi normale trovare delle affinità nel cibo. Si tratta della cosiddetta Mitteleuropa. Del resto, l’Austria non è lontana dal Castello di Spessa: appena poco più di un’ora in macchina. Al ristorante abbiamo notato infatti numerosi austriaci, come testimoniava il parcheggio pieno di macchine targate “A”. Lo stesso parcheggio sopra il quale svettavano tre bandiere: Italia, Slovenia e Austria.

Proprio durante la cena abbiamo deciso di “sconfinare” in Slovenia prima di andare nella nostra bellissima suite che la gentile famiglia Pali ci ha riservato all’interno del loro maniero. Poco dopo la mezzanotte, complice la curiosità e l’ebbrezza della splendida serata, abbiamo accarezzato, seppur per pochi istanti, la terra slovena.

I due giorni successivi abbiamo girato in lungo e in largo i vigneti del Collio in compagnia di Marina Tagliaferri dell’ufficio stampa Agorà, che avevo già conosciuto con Chiara al Castello di Cigognola della famiglia Moratti. Sabato sera abbiamo avuto il piacere di cenare come ospiti al ristorante 1 stella Michelin La Subida, anche questo a due passi dalla Slovenia. Lì ci è stata mostrata una fotografia in bianco e nero risalente al 1917 nella quale si vede un contingente militare passare di fronte alla costruzione già esistente all’epoca. Già, perché lungo quei colli esplosero i primi colpi di fucile della prima guerra mondiale sul fronte italo-austriaco. Pensa che ancora vicino al ristorante esiste una collina artificiale che in realtà ospita un vecchio bunker militare costruito nel 1939 alle soglie della Seconda Guerra e ci è stato detto che in realtà la zona ne ospita altri.

la subida ristorante

Spesso ci fanno credere che la storia sia finita e sia stata sepolta dentro i libri di scuola. Tu ne sei sicuro? Io no, e la conferma l’ho trovata nel vino squisito che ho bevuto. Sì, perché in mezzo a quei vigneti meno di 30 anni fa l’Italia aveva schierato i suoi carri armati per controllare il confine. Sai perché? Nei primi anni’ 90 in Europa scoppiavano ancora guerre. In una guerra sanguinosa l’ex Jugoslavia si è dissolta in cinque nuovi stati, tra cui la Slovenia. Sembra incredibile che sia successo solo ieri. Tu già c’eri, e se non c’eri stavi per nascere. La storia è qui tra noi.

Abbiamo lasciato il castello di Spessa nella tarda mattinata di domenica 16 febbraio. Prima di tornare in provincia di Brescia ci sarebbe piaciuto visitare Lubiana ma visti i tempi stretti abbiamo deciso di rimandare al futuro il viaggio nella capitale della Slovenia. Ci siamo limitati a visitare la cittadina slovena di Nova Gorica a due passi da Gorizia e abbiamo pranzato in un ristorante sui colli sloveni dove abbiamo mangiato gli idrijski žlikrofi, i ravioli di patate di Idria tipici sloveni. Niente male!

Questo breve soggiorno al Castello di Spessa è stato emozionante per tre motivi.

Il primo è stato che poche volte come questa ho sentito così tanto su di me l’eco della storia. Ho capito che la storia è viva ed è in mezzo a noi. La storia è immersa in un bicchiere di vino, negli sguardi della gente e nell’orizzonte dei colli infuocati al tramonto. La storia è immersa dentro di noi. Io e te possiamo fare la storia con i nostri gesti. Questo è straordinario.

Il secondo è che ho avuto ancora la conferma di quanto sia importante l’Europa. Solo l’Europa ha finalmente dato pace a queste terre, terre dove in passato la guerra ha smosso confini ed esistenze. L’Unione Europea ha sicuramente dei difetti, ma ti immagini come sarebbe se non esistesse? Penso inoltre che l’Europa vada oltre l’Unione Europea. L’Europa è anche quegli stati che non sono nella UE o che non lo sono più, come la Gran Bretagna, che per me è ancora Europa e un giorno sono certo lo capirà. Europa è la storia europea, i popoli europei, la coscienza europea. Sto leggendo proprio in questi giorni il libro di Federico Chabod “Storia dell’idea di Europa” per capirne di più. La mia certezza è che per tutta la durata della mia vita farò qualunque cosa per far sì che l’idea di Europa possa vincere.

castello di spessa

Il terzo motivo, il più importante ed emozionante, è stato però il fatto che ho vissuto quest’esperienza con la mia ragazza Chiara, la donna che amo e con la quale sto migliorando giorno dopo giorno il mio modo di essere. Grazie Chiara, senza di te ogni esperienza sarebbe più vuota e meno significativa. Grazie per lo stupendo San Valentino che abbiamo passato insieme al castello di Spessa.

Francesco Saldi