Viviamo nel periodo di Greta Thunberg e delle grandi manifestazioni di massa contro il cambiamento climatico. Viviamo nel periodo in cui grazie a un semplice click possiamo piantare un albero in Camerun e contribuire in questo modo alla riduzione della CO2 che infesta il pianeta. Tutto ciò va benissimo, ma è possibile fare qualcosa direttamente per il nostro territorio? La risposta è sì: da circa un anno l’associazione Piantumazione Selvaggia si occupa di piantumare alberi autoctoni in vari angoli dei paesi della nostra provincia di Brescia.

Piantumazione Selvaggia: Le necessarie premesse

Prima di tutto facciamo alcune premesse, dato che scrivere un articolo in materia ambientale crea sempre un putiferio e attira la riduttiva e superficiale dicitura di “verde” o “ambientalista”.

Prima premessa – Avere a cuore l’ambiente non è né di destra né di sinistra, bensì è realista, in quanto il riscaldamento climatico riguarda tutta l’umanità.

Seconda premessa – Il tema dell’ambiente non è fine a sé stesso ma riguarda anche l’economia, i diritti e le libertà. Vuoi un esempio? Et voilà: lo sai che a causa del riscaldamento climatico hanno cominciato a produrre uno spumante in stile Champagne in Inghilterra? (piccola informazione dalla mia ragazza Chiara).

Terza premessa – Il riscaldamento climatico non è un mostro lontano che riguarda i poli e i tropici, bensì ha un impatto sul nostro territorio e sulla nostra vita quotidiana. Quindi è importantissimo fare anche qualcosa direttamente per la nostra provincia, e per questo Piantumazione Selvaggia è un’associazione che può aiutare noi bresciani a fare la nostra parte per il verde che viviamo ogni giorno!

Piantumazione Selvaggia: Un aiuto concreto al nostro territorio bresciano

Qualche tempo fa ho fatto un abbonamento su Treedom per piantare alberi in giro per il mondo e aiutare l’umanità a ridurre l’anidride carbonica, ma non mi bastava. Volevo trovare iniziative concrete anche per il luogo dove vivo: il bresciano. Un bel giorno di inizio novembre scorso, per questo motivo, ho avuto l’illuminazione e ho cercato su Google “piantumazione brescia”. Uno dei primi risultati sono stati proprio loro, Piantumazione Selvaggia. Così, spinto dalla curiosità, mi sono subito messo in contatto con il loro presidente Daniele Signorini, anche lui classe 1993, e abbiamo organizzato un aperitivo in un bar di Poncarale. Cosa c’è di meglio di una buona birra per rompere il ghiaccio?

Scherzi a parte, durante l’incontro Daniele mi ha spiegato in cosa consiste la loro associazione. Nata nel 2019, Piantumazione Selvaggia è un’ “associazione no-profit che si occupa di piantumare zone marginali lasciate al degrado dopo opere di urbanizzazione”, recita la descrizione del loro profilo di Instagram: “Piantiamo piante. Ovunque ci sia spazio. Ovunque si possa”, fa eco la pagina facebook. In sintesi: l’associazione si occupa di riforestazione urbana, ossia di piantumazione di alberi in aree pubbliche, nel rispetto della legge e delle disposizioni vigenti. 

In pratica come funziona?

Dopo aver esposto un progetto di piantumazione al comune e aver ricevuto il via libera, l’associazione fa un sopralluogo per decidere le quantità e le varietà (rigorosamente autoctone!) di alberi da piantumare. Un sabato o una domenica successiva si tiene quindi un evento aperto al pubblico che iniziea con la pulizia dei rifiuti abbandonati e culmina con la piantumazione. “È nostro buon uso terminare la piantumazione con un aperitivo di fratellanza”, dice il sito ufficiale di Piantumazione Selvaggia. Vedi che non sono l’unico a credere nel ruolo sociale degli aperitivi?!

Pur esistendo solo da un anno, l’associazione sta raggiungendo dei numeri importanti, come riporta il sito: 429 piantine sono state installate e 12 aree sono state bonificate nel corso di eventi pubblici non solo in provincia di Brescia (in particolare a Flero e in alcuni paesi della Franciacorta) ma anche nella limitrofa provincia di Mantova. 

Il contributo di questa associazione è davvero importantissimo! Innanzitutto piantumare alberi permette di ridurre l’anidride carbonica, una delle sostanze responsabili del cambiamento climatico. Inoltre la presenza di alberi salva dal degrado molte aree e contribuisce alla bellezza estetica dei nostri paesi. Infine una caratteristica, a mio parere, fantastica di Piantumazione Selvaggia è il grande numero di giovani coinvolti. Mentre si dice che al giorno d’oggi i giovani sono disinteressati ad iniziative sociali di questo tipo, Piantumazione Selvaggia prova che non è affatto così!

La legge italiana

Ringrazio Daniele e Piantumazione Selvaggia innanzitutto per avermi incuriosito sul tema! Volevo approfondire il discorso e sono andato quindi a leggermi la normativa italiana per lo sviluppo degli spazi verdi urbani ( legge numero 10 del 14 gennaio 2013). Sono rimasto piacevolmente colpito! Siamo abituati a parlare male dell’Italia e a metterne in luce i miliardi di difetti, e al contrario devo dire che questa legge è davvero ben fatta! Mi piacciono tre cose in particolare:

  1. La legge fissa il 21 novembre di ogni anno come giornata nazionale degli alberi, in occasione della quale le istituzioni scolastiche, in collaborazione con i comuni e le regioni  devono piantumare specie di piante autoctone in spazi pubblici. Anche Piantumazione Selvaggia ha partecipato attivamente, attraverso degli incontri e delle piantumazioni nelle scuole di Provaglio d’Iseo e di Paderno Franciacorta;
  2. La legge sancisce l’obbligo per i comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti di piantare un albero per ogni nato e per ogni minore adottato, attraverso la modifica di una legge già in vigore dal 1992, emanata addirittura ai tempi in cui il presidente del Consiglio era Andreotti! Un vero ver-democristiano! 
  3. La legge prevede anche che le pubbliche amministrazioni possano stipulare accordi di collaborazione con soggetti privati ed associazioni per iniziative volte a favorire l’assorbimento delle emissioni di anidride carbonica tramite l’incremento e la valorizzazione del patrimonio delle aree urbane: mi sembra evidente che Piantumazione Selvaggia è una di queste associazioni!

La legge in questione prevede inoltre, tra le tante cose, il censimento degli alberi a carico del comune, la promozione di iniziative locali per lo sviluppo degli spazi verdi urbani, disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali. Inoltre è davvero interessante anche il fatto che ogni sindaco uscente deve rendere noto il bilancio arboreo, ossia il rapporto tra gli alberi presenti all’inizio e alla fine della sua amministrazione.

Quali sono i numeri dei capoluoghi di provincia e di Brescia?

Come riportato dall’ultimo Focus dell’Istat sul verde urbano, datato 24 maggio 2016, in Italia nel 2014 il verde urbano rappresentava il 2,7% del territorio dei capoluoghi di provincia, per un totale di 567 milioni di metri quadri. Inoltre, ogni abitante disponeva mediamente di 31 metri quadrati di verde urbano. 

E a Brescia? Sempre secondo l’Istat a Brescia nel 2014 il verde urbano ammontava al 6,37% del territorio comunale, quindi sopra la media, mentre il verde urbano pro-capite era di 29,5 metri quadri, quindi leggermente inferiore alla media. 

Il sito del comune di Brescia riporta inoltre il Bilancio Arboreo 2013-2018. In sintesi: dal 2013 al 2018 a Brescia sono stati piantati 11.179 alberi in aree comunali, cifra superiore al numero di nati nello stesso periodo, che sono stati 7.747. Al 31 dicembre 2016 si contavano 115.306 alberi.

Le mie idee per migliorare

Nonostante la legge sia buona e i dati anche, possiamo migliorare? La mia risposta è sì. Nella vita in generale non si finisce mai di migliorare e questo vale anche in ambito di verde urbano. In particolare, andrei a modificare la legge esistente inserendo dei valori soglia minimi di verde urbano che i comuni devono rispettare. Abbiamo detto che nel 2014 la percentuale di verde urbano nei capoluoghi di provincia era il 2,7%? Benissimo, fissiamo per legge una soglia superiore, ipotizzo il 4%, che tutti i comuni devono raggiungere entro un certo numero di anni, con tempistiche diverse a seconda dei casi. E via via miglioriamo. Oppure possiamo agire sul verde urbano pro-capite: attualmente si aggira intorno ai 31 metri quadri pro capite? Ok, fissiamo come soglia di legge ad esempio 35 metri quadri (attualmente una legge del 1968 prevede che ci siano 9 metri quadri pro-capite per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport). Hai capito l’idea? Non sono uno scienziato e non sono un amministratore, pertanto non pretendo che 4 o 35 siano i numeri giusti. Voglio solo lanciare la proposta sulla direzione da prendere: fissiamo dei valori soglia. Nello svolgimento di questo processo un ruolo sempre più rilevante dovrebbe essere dato ad associazioni come Piantumazione Selvaggia, dotate sia di grandi competenze che di grande passione, attraverso ulteriori disposizioni di legge per facilitarle.

Concludo pertanto ringraziando questa associazione e tutte le altre associazioni come questa, che con la loro attività contribuiscono al nostro benessere socio-ambientale e migliorano per questo il nostro futuro.

Per saperne di più su Piantumazione Selvaggia:

Francesco Saldi