Sul reddito di cittadinanza sono stati scritti centinaia e centinaia di articoli. Tante sono le voci a favore e tante sono le voci contro. Prima di chiederti cosa ne pensi voglio mostrarti le cose dal mio punto di vista. Oggi è lunedì.

Dopo aver passato una bellissima serata in Franciacorta degustando spumanti bresciani e dopo aver passato uno stupendo fine settimana con Chiara, indovina cosa succede? Succede che arriva per l’ennesima volta il lunedì mattina e bisogna tornare a lavorare. Questa è la storia che accomuna milioni di italiani e di europei, me incluso, a prescindere dalla nazionalità e dal lavoro svolto. Non solo: ognuno di questi milioni di lavoratori ha il suo rito pre-lavorativo: c’è chi va al lavoro in macchina ascoltando la radio, c’è chi fa una corsetta per caricarsi di energie, c’è chi attende assorto nei suoi pensieri che il tram arrivi alla fermata di fronte all’ufficio, c’è chi ripassa l’ultima mezz’ora prima dell’esame universitario. Sì, perché anche lo studio è a tutti gli effetti un lavoro, soprattutto in questo periodo di sessione d’esame.
E tu cosa fai prima di cominciare a lavorare? Per quanto mi riguarda, non c’è nulla di meglio che fare colazione nella pasticceria che si trova proprio di fronte a casa. Oggi è lunedì e il solito locale è chiuso e sto scrivendo questo articolo tra un sorso di cappuccino e un morso a un buonissimo cornetto alla crema comodamente a casa mia. Ero qui anche qualche giorno fa quando, bevendo un caffè e sfogliando un quotidiano, sono incappato in un articolo sul reddito di cittadinanza. In quell’istante ho capito che volevo dire la mia su questo tema così controverso. Sei pronto?

Reddito di cittadinanza: quanto spetta e cos’è?

Partiamo innanzitutto dal dire in poche righe cos’è il reddito di cittadinanza dal punto di vista tecnico. Non temere, ti prometto che sarò breve e non ti annoierò con tecnicismi! Ti dirò giusto il necessario per evitare di cadere nei soliti slogan, spesso poco veritieri, che non sono esattamente la soluzione ai nostri problemi.
In breve, il reddito di cittadinaza è un sussidio economico che lo Stato eroga nei confronti dei cittadini che si trovano in momentanea difficoltà lavorativa. Viene dato a tutti senza distinzione? No, per ottenerlo è necessario rispettare determinati requisiti, tra cui:

  1. essere un cittadino italiano o europeo;
  2. risiedere in Italia da almeno 10 anni;
  3. avere un ISEE, un patrimonio immobiliare e finanziario inferiore a una certa soglia.

Ma quindi il reddito di cittadinanza è un regalo a chi non ha voglia di lavorare? No. Innanzitutto affinché venga erogato nessuno dei componenti della famiglia deve essersi volontariamente dimesso da lavoro nei precedenti 12 mesi. Inoltre chi riceve questo sussidio viene convocato da un Centro per l’impiego o dal Comune per intraprendere un percorso di reinserimento sociale o lavorativo. E l’importo? Dipende: chi vive da solo può ottenere teoricamente fino a 780 euro al mese. Da quando esiste e chi l’ha inventato? Esiste dai primi mesi del 2019 ed è stato approvato dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega, che erano le due forze di maggioranza parlamentare durante il primo governo Conte.

Reddito di cittadinanza e pagamenti: sta funzionando o no?

Adesso presta molta attenzione. Per dire se il reddito di cittadinanza sta funzionando o meno bisogna vedere quali sono i numeri, ossia bisogna rispondere alle seguenti domande: quante persone sono state coinvolte? Quante di queste persone hanno davvero trovato lavoro? Quante di queste persone erano davvero nel rispetto dei requisiti necessari? E, domanda non da poco, qual è l’importo medio effettivo del sussidio erogato?
Potrà sembrarti strano, ma io non risponderò a nessuna di queste domande. Se ti interessano i dati del reddito di cittadinanza li puoi trovare in uno dei centinaia di articoli a riguardo sparsi sul web, oppure direttamente sul sito dell’INPS in modo molto dettagliato. Se cerchi troverai anche una marea di voci a favore e una marea di voci contro. Se ti interessa invece sapere se hai i requisiti necessari o fare domanda, visita il sito ufficiale del Reddito di cittadinanza.
Se cominciamo a parlare dei dati del reddito di cittadinanza attuale non ne veniamo più fuori: per qualcuno avrà funzionato, per qualcun altro no. Qualcuno se lo meritava davvero, qualcun altro no. Qualcuno ha trovato lavoro, qualcun altro no. Il problema è un altro. Il problema è che questa misura, per come è stata concepita, non guarda al futuro del mondo del lavoro ma è destinata a perdersi nel presente.

Reddito di cittadinanza 2019: ha una data di scadenza o è prospettiva reale per il futuro?

E allora cosa voglio dirti? Voglio dirti che quando parlo di Reddito di cittadinanza mi piace porre l’accento su una parola a cui nessuno ha mai pensato per questo argomento: futuro. Lo so, lo so… ti stai chiedendo cosa c’entra il futuro con il reddito di cittadinanza! In realtà la risposta è semplice! Io ritengo che il reddito di cittadinanza abbia senso se e solo se viene connesso a un altro tema, ossia il cambiamento del mondo del lavoro nel futuro.
– Francesco, vieni al dunque…- Il fatto è che viviamo in un periodo storico di grandi cambiamenti sociali: l’intelligenza artificiale e la robotica stanno profondamente mutando il mondo del lavoro e di conseguenza in futuro potrebbero essere di meno i posti di lavoro richiesti, con un conseguente aumento della disoccupazione.
Di fronte a questi mutamenti un legislatore lungimirante, ossia un legislatore che, come direbbe Churchill, guarda alle prossime generazioni e non alle prossime elezioni, giustamente si deve interrogare su quelle che possono essere le soluzioni migliori per il futuro della società. In un contesto di sempre meno lavoro richiesto, la soluzione può essere un reddito di cittadinanza? Al di là della risposta, hai capito cosa intendo dire? Ti voglio dire che questo deve essere il livello del dibattito, questo deve essere il contesto nel quale ha senso discutere dell’opportunità o meno di prevedere un reddito di cittadinanza. Ecco allora che il tema del reddito di cittadinanza si affianca ad altri temi, come ad esempio la necessità di garantire una formazione continua ai lavoratori in modo da rimanere al passo con lo sviluppo tecnologico. Benessere dell’umanità nel futuro: questo è il concetto chiave e sono veramente stupito del fatto che nessun politico stia mettendo in evidenza questo aspetto.

Reddito di cittadinanza: sono favore o contro?

In definitiva: se ben studiato, io sono favorevole a un reddito di cittadinanza intimamente legato al concetto di mondo futuro, che si pone come possibile soluzione ai mutamenti sociali e tecnologici per cui sempre meno lavoro sarà richiesto. Invece sono contrario al reddito di cittadinanza attuale, che reputo una misura priva di reale efficacia e al di fuori di ogni contesto lungimirante, e pertanto inadeguata a risolvere il problema della disoccupazione.
Concludo dicendo che il concetto di reddito di cittadinanza, anche inteso come soluzione di fronte ai grandi cambiamenti sociali, non deve in nessun caso sminuire il concetto di lavoro. Il lavoro è un valore. Il lavoro nobilita l’uomo e permette ad una persona di realizzarsi. Di conseguenza il reddito di cittadinanza ha senso se e solo se non è correlato all’idea che il lavoro in sè sia un disvalore. La voglia di lavorare di più e di raggiungere i propri obiettivi grazie alla fatica e al sudore deve continuare ad essere valorizzata. Ed è così che, dando l’ultimo morso al cornetto e finendo il cappuccino, esco e mi preparo entusiasta ad una nuova giornata di lavoro.
Buon lavoro a tutti e alla prossima!

Francesco Saldi