Venerdì 17 è considerato un giorno sfortunato. Del resto si sà: di venerdì sono successe e succedono cose terribili! Adamo e Eva sono stati cacciati dal Paradiso di venerdì, il diluvio universale è stato di venerdì, Caino ha ucciso Abele di venerdì, Erode ha fatto ammazzare un sacco di innocenti di venerdì, Gesù è morto di venerdì. E le sentenze capitali? Tutte eseguite di venerdì! E se poi venerdì capita di 17? Apriti cielo! Nell’antica Roma si festeggiavano gli dei Saturno il 17 dicembre e Quirino il 17 febbraio, feste poi dichiarate pagane! E non ti ricordo nemmeno che nelle antiche tombe romane c’è scritto VIXI (letteralmente “ho vissuto”) che corrisponde all’anagramma del numero 17 (XVII).

Venerdì 17: e se invece fosse solo l’inizio?

Il 2020 è iniziato e quest’anno compio 27 anni. Ventisette anni è un’età molto importante, a quanto pare. Non ci credi? A 27 anni Napoleone Bonaparte iniziava la sua campagna d’Italia nella nostra penisola. A 27 anni Michelangelo scolpisce la sua opera più celebre: il David. A 27 anni Wolfgang Amadeus Mozart compose la splendida Sinfonia di Linz. A 27 anni Jimi Hendrix, Jim Morrison e tanti altri artisti musicali noti appunto come Club 27 ci hanno lasciato dopo aver scolpito delle opere d’arte immortali donandole in eredità all’umanità. 

Anch’io, nel mio piccolo, ho deciso di fare qualcosa per festeggiare il mio ventisettesimo compleanno. Niente imprese eroiche, niente opere d’arte, niente sinfonie classiche… e nei miei programmi ho di vivere a lungo! Ho deciso di aprire questo blog che ho chiamato francescosaldi.eu in quanto Francesco Saldi è il mio nome di battesimo e attraverso questa piattaforma voglio esprimere la mia visione strettamente personale su quanto accade nel presente sia nella città in cui vivo, sia in Italia, in Europa e nel mondo. Lascerò appunto al mondo l’arduo compito di scorrere giorno dopo giorno e di produrre eventi di ispirazione per la mia scrittura. Mi auguro in questo modo di riuscirti a comunicare il mio punto di vista, che spero troverai almeno originale. 

Venerdì 17: una serata bellissima in Franciacorta!

Detto questo, è arrivato per me il momento di avventurarmi nel primo articolo del mio blog di politica. Qual è l’argomento migliore da affrontare per inaugurare il tutto? Ci ho pensato tanto. Viste le premesse ambiziose e altisonanti che ho fatto vi aspetterete sicuramente un primo articolo altrettanto altisonante e ambizioso. Ebbene, dopo tante pensate intellettuali e stratosferiche ho deciso che la cosa migliore per iniziare è raccontarvi molto semplicemente cosa ho fatto lo scorso venerdì sera, precisamente venerdì 17 gennaio 2020. Venerdì 17, uno di quelli che si dice portino sfortuna? Esatto, proprio uno di quelli, anche se nel mio caso la sfortuna non c’è stata e al contrario posso considerarmi molto fortunato per la serata. 

Sono infatti stato a cena con la mia ragazza Chiara in un ristorante squisito situato in un paesino della Franciacorta, area della provincia bresciana che si trova ad ovest di Brescia tra il Lago d’Iseo e la pianura. La Franciacorta è famosa per il vino, in particolare gli spumanti Franciacorta. Non bisogna quindi stupirsi del fatto che il ristorante in cui abbiamo cenato, il Piccola Corte, si trovasse nella proprietà dell’azienda agricola Romantica Franciacorta a Passirano (BS). Se anche tu sei appassionato di vino, come non approfittare di questa situazione e combinare entrambe le cose? E fu così che prima di cena abbiamo visitato la cantina vini di questa azienda e abbiamo degustato quattro diversi spumanti Franciacorta lì prodotti, tutti basati sui vitigni Chardonnay e Pinot Nero, che sono appunto i vitigni tipici del vino Franciacorta. Confesso che io di vino non so quasi niente e che quindi quando nomino i vitigni Chardonnay e Pinot Nero, nonché il dosaggio millesimato, Saten, Brut ed Extra brut non so neanche troppo bene di che cosa sto parlando (ma sto leggendo il libro di Chiara… e tra un po’ diventerò bravissimo anch’io!). Fatta questa premessa, e proponendomi di approfondire in futuro l’argomento, ti posso assicurare che questo venerdì ho bevuto degli spumanti buonissimi, delle eccellenze bresciane nel vero senso della parola. 

La Franciacorta, una vera eccellenza “Made in Brescia”!

Non è infatti un caso se gli spumanti Franciacorta sono famosi non solo in tutta Italia, bensì anche in Europa e in tutto il mondo. I dati del Consorzio per la tutela del Franciacorta parlano chiaro e confermano il successo: basti pensare che nel 2018 sono state vendute circa 17,5 milioni di bottiglie di Franciacorta, di cui l‘11% all’estero. Facendo un rapido calcolo, questo significa che quasi due milioni di bottiglie di vino bresciano sono finite sulle tavole  delle famiglie al di fuori dall’Italia! In Europa i principali importatori di Franciacorta sono stati la Svizzera e la Germania, mentre nel mondo il Giappone e gli Stati Uniti.

Fatemelo dire un’altra volta: una vera e propria eccellenza bresciana, non ci sono dubbi!

E con questo cosa ho intenzione di dirti, ti chiederai? Ora ti dico come la penso (e detta così sembra quasi una minaccia…😅). Abituati a questo nel mio blog: nella quasi totalità dei miei articoli ti esporrò brevemente un evento, un fatto, e dopodiché ti dirò come la penso io a riguardo. Infine, se la situazione lo richiede, ti dirò cosa penso si possa fare per migliorare le cose. 

Per quanto riguarda il Franciacorta penso essenzialmente tre cose. Innanzitutto, è chiaro come i vini spumanti Franciacorta, oltre ad essere un’eccellenza bresciana come ho già sottolineato più volte, sono anche una fonte di ricchezza economica per il nostro territorio. Nel 2018 infatti le prime dieci aziende agricole produttrici di vini Franciacorta hanno fatturato un totale di quasi 118 milioni di euro, oltre 5 milioni di euro in più rispetto ai 112,5 milioni del 2017 e quasi 10 milioni in più rispetto ai 109 milioni del 2016. Quindi è chiaro come questo settore rappresenta un’importante occasione di lavoro a stretto contatto con il territorio e credo pertanto che questo aspetto vada valorizzato dalla politica e dagli amministratori attraverso adeguati incentivi. Stiamo vivendo un periodo storico caratterizzato dallo spopolamento delle campagne e da una più generale fuga dei nostri giovani dall’Italia all’estero. Di questo secondo fenomeno in particolare si parla in continuazione senza interruzione su ogni tipo di media. Per questo credo che sia più che mai necessario cogliere le opportunità uniche che può darci il nostro territorio, dalle mansioni operaie a quelle più manageriali. In questo modo riusciremmo a prendere due piccioni con una fava: da un lato si favorisce la crescita delle realtà locali, dall’altro si migliora l’occupazione giovanile.

In secondo luogo penso che noi bresciani possiamo davvero essere orgogliosi del vino Franciacorta, perché esso tiene alto il nostro nome non solo in italia, ma anche in Europa e nel mondo. Da millenni il vino è fonte di ristoro per l’uomo e pensateci bene: centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo trovano il loro ristoro anche grazie al nostro vino bresciano, prodotto qui da noi a due passi da casa. E’ un pensiero stupendo.

Il libero mercato europeo e i dazi americani

Terzo, come il mondo, e quindi l’Europa, hanno bisogno dei nostri spumanti, allo stesso modo anche noi dobbiamo in qualche modo dire grazie all’Europa. E’ infatti grazie al libero mercato europeo se noi bresciani riusciamo ad esportare con tanta facilità il nostro vino negli altri paesi europei e a trarre ricchezza da questo. Lo stesso non accadrebbe se i paesi europei imponessero dei dazi: in questo caso infatti i nostri prodotti costerebbero molto di più all’estero e verrebbero comprati meno. Prima di parlare a priori male dell’Europa bisognerebbe quindi in questo caso contare fino a tre…bicchieri di spumante Franciacorta! 😎

I dazi, in particolare quelli americani, meriterebbero un lungo approfondimento, soprattutto alla luce delle recenti politiche commerciali degli Stati Uniti. Un altro argomento interessante di cui parlare sarebbero i marchi europei che tutelano e valorizzano i prodotti tipici tra cui i vini, in particolare i marchi DOC e DOCG, e come questi si sono trasformati nel marchio unico DOP. Come primo articolo mi fermerei tuttavia qui, riservandomi di rinviare a qualche prossimo articolo futuro ulteriori spunti. Troppi tecnicismi tutti insieme infatti guastano il discorso, ed è molto meglio riempire il calice che il cervello! 🍷 

Non mi resta dunque che consigliarti di assaggiare un buon Franciacorta allora! Io l’ho fatto venerdì scorso e ho passato veramente una serata stupenda, anche grazie alla compagnia di Chiara, la ragazza fantastica con cui sto e che rende speciale ogni momento.

Insomma, un venerdì 17 fortunatissimo!

A presto,

Francesco